lunedì 20 febbraio 2012


Missionari della Santissima Eucaristia



Il Card. Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, in una lettera indirizzata a tutti i vescovi del mondo, scritta l’ 8 dicembre 2007 manifesta la fervida speranza che "da un movimento spirituale che, facendo ogni volta prendere sempre maggior consapevolezza del legame ontologico tra Eucaristia e Sacerdozio e della speciale maternità di Maria verso tutti i sacerdoti, faccia nascere una catena di adorazione perpetua , per la santificazione del clero ... "

Nella sua Esortazione Apostolica post-sinodale "Sacramentum caritatis”, Benedetto XVI ha focalizzato l'insegnamento della Chiesa sulla centralità dell’adorazione eucaristica nella vita ecclesiale, attraverso una chiamata all’ adorazione perpetua, indirizzata a tutti i pastori, vescovi e sacerdoti e al popolo di Dio: "... insieme all’ assemblea sinodale, pertanto, raccomando vivamente ai Pastori della Chiesa e al Popolo di Dio la pratica dell' adorazione eucaristica, sia personale che comunitaria. A questo proposito, di grande giovamento sarà un' adeguata catechesi in cui si spieghi ai fedeli l' importanza di questo atto di culto che permette di vivere più profondamente e con maggior frutto la stessa celebrazione liturgica. Nel limite del possibile, poi, soprattutto nei centri più popolosi, converrà individuare chiese od oratori da riservare appositamente all’ adorazione perpetua ... "(Sacramentum caritatis, n. 67). Il Card. Cláudio Hummes propose a tale riguardo ", che in ogni diocesi si incarichi un sacerdote che si dedichi interamente - per quanto possibile - allo specifico ministero di promozione dell'adorazione eucaristica e al coordinamento di questo importante servizio nella Diocesi. Dedicandosi generosamente a questo ministero egli stesso avrà la possibilità di vivere questa particolare dimensione di vita liturgica, teologica, spirituale e pastorale, possibilmente in un luogo opportunamente riservato a tale scopo, individuato dal proprio Vescovo, dove i fedeli potranno così beneficiare dell’ adorazione eucaristica perpetua. Come ci sono santuari mariani, con rettori preposti ad un particolare ministero adattato alle specifiche esigenze , ci potranno essere quasi dei “Santuari eucaristici” con sacerdoti responsabili, che irradiano e promuovano lo speciale amore della Chiesa per la Santissima Eucaristia, degnamente celebrata e continuamente adorata. Un tale ministero, all'interno del presbiterio, ricorderà a tutti i sacerdoti diocesani, come lo ha detto Benedetto XVI, che " proprio nell' Eucaristia sta il segreto della loro santificazione. (...) Il presbitero deve essere prima di tutto adoratore e contemplativo dell'Eucaristia" (Angelus, 18 settembre 2005) "(cfr. Lettera e nota esplicativa del cardinale Hummes). I Missionari del Santissima Eucaristia vogliono rispondere a questa chiamata della Chiesa.

Chi siamo


Un’ associazione privata clericale di diritto diocesano, che ha per carisma la promozione, l’ organizzazione e la creazione dell’ adorazione perpetua nelle parrocchie e nelle diocesi. Questa associazione è stata costituita da Mons. Dominique Rey, Vescovo di Fréjus-Toulon il 17 luglio 2007 a Paray-le-Monial. Il coordinatore è Padre Florian Racine. Diversi sacerdoti, religiosi e laici in Francia e fuori , fanno parte di questa associazione con le loro diverse realtà ... E ' una comunità eucaristica che ha come fine il Regno Eucaristico di Gesù in noi e in tutto il mondo attraverso l'istituzione dell’ adorazione perpetua nelle parrocchie e nelle diocesi e la preparazione di formatori per amare Gesù e farlo amare.

Qual'è la nostra missione?


In accordo con gli statuti, la nostra comunità vuole:

1spacer incoraggiare la pratica dell'adorazione eucaristica nelle parrocchie e nelle diocesi attraverso catechesi, conferenze, ritiri, conferenze ...

2spacer stabilire la struttura organizzativa per garantire l'attuazione e il successivo mantenimento dell’ Adorazione Perpetua nelle parrocchie o nelle città, quando si tratta di progetti diocesani

3spacer invitare i fedeli a scegliere un orario settimanale di adorazione e aiutarli a essere fedeli alla loro ora santa di adorazione

4spacer preparare i formatori per garantire la continuità dell’ adorazione e al fine di creare legami tra loro per la formazione della squadra dei coordinatori

5spacer organizzare eventuali missioni per proseguire dopo un certo tempo per riaccendere la fiamma dell’ adorazione, trovare nuovi adoratori e migliorare la loro formazione

6spacer garantire l’ animazione di un centro eucaristico internazionale (in attesa di un tale centro, il santuario di Sanary è la vita della comunità temporanea dei Missionari)

7spacer pubblicare periodicamente un bollettino e dare avvio a www.adoperp.com (www.adorazioneucaristicaperpetua.it per l’Italia e http://adoracionperpetua.info per la Spagna)

8spacer per amare e per far amare Gesù realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Per quale scopo?


spacer Crediamo che per l' adorazione eucaristica, Gesù evangelizzava ed evangelizza tutto il mondo. "Per l’adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla germinazione del Vangelo. Ogni persona che prega il Salvatore, attira a sé tutto il mondo e lo eleva a Dio. Quelli che stanno davanti al Signore, come tali, svolgono un eminente servizio ... "(Giovanni Paolo II, Lettera al vescovo Houssiau, 28 giugno 1996)

spacer Crediamo nell' urgenza dell’ adorazione come mezzo ultimo per rinnovare e trasformare il mondo in un nuovo mondo, dove Gesù Cristo, elevato nella fede e nell’ amore, si trasforma in luce che illumina, sana e abbraccia il mondo intero: " Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me "(Gv 12, 32).

spacer Crediamo che l'adorazione perpetua è il canto d'amore della Sposa Chiesa allo Sposo eucaristico: "Maranathà, vieni Signore Gesù" (Ap 22, 20) per le nozze eterne, prima con l’ anima, ma un giorno con tutta l' umanità. Crediamo che offrendo al Signore, attraverso l'adorazione perpetua, onore e gloria che corrispondono al suo nome proclamiamo che Gesù è il Re eucaristico di amore e di misericordia, affinchè Egli prenda possesso del suo regno (Ap 11, 17, 19, 6) secondo la sua promessa: " Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21, 5). “ Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia." (2 Pietro 3, 13).

spacer Crediamo che tramite l'adorazione incessante, la luce del Risorto allontana le tenebre dal mondo, come Dio ha dato la vittoria al popolo di Israele, mentre Mosè e Aronne e Cur tenevano le braccia alzate come segno di incessante intercessione (Es 17, 8-13 .) "La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci attende nel sacramento dell'amore. Non può mai cessare la nostra adorazione "(Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica" "cena Domenicae, 24 febbraio 1980)

TESTIMONIANZA 

Padre Justo Antonio Lofeudo (Missionario della SS.Eucarestia)
"Aprite, spalancate le porte a Cristo !"

Con queste parole Papa Giovanni Paolo II iniziava il suo pontificato e, durante tutto il suo pontificato, le ha ripetute molte volte. Apriamo, quindi, le porte al Redentore. Precisamente, noi Missionari della Santissima Eucaristia, andiamo nel mondo affinchè le porte dell' adorazione al Signore nella sua presenza eucaristica rimangano aperte e mai si chiudano. Questo è ciò che chiamiamo adorazione perpetua: esposizione permanente, giorno e notte, tutti i giorni dell' anno, del Santissimo per l'adorazione dei fedeli. Per raggiungere tutto ciò è necessaria una catena continua di adoratori, vale a dire, una catena incrollabile di amore fino al Signore.

Questo si raggiunge quando le persone si impegnano ad adorare Gesù, veramente e realmente presente nel Santissimo Sacramento, almeno un' ora alla settimana. In questo modo si coprono le 168 ore settimanali con almeno un adoratore per ora. Senza questo generoso contributo non sarebbe possibile stabilire l' adorazione perpetua poiché il Signore quando è esposto non può mai rimanere solo.

Purtroppo oggi constatiamo che le porte delle chiese rimangono spesso chiuse perché entrerebbero i ladri e non i parrocchiani oppure certe chiese si sono trasformate in musei. Ma il nostro Dio è un Dio vivo che deve essere onorato, amato e adorato. Così come la prima chiesa si unì in preghiera e per la sua preghiera caddero le catene di Pietro cosìcchè fu liberato dalla sua prigionia, così anche ai giorni nostri tutti uniti in adorazione incessante per nostro Signore dobbiamo aprire le porte della Chiesa e liberare l' umanità dalla sua schiavitù.

Quest' anno eucaristico che inizia dovrà essere un anno di intensa adorazione e a tal fine nulla di meglio che stabilire in ogni città e centro urbano, come lo chiede il Santo Padre, cappelle di adorazione perpetua; cappelle aperte per tutte le 24 ore del giorno, tutti i giorni dell' anno, perché chiunque volesse visitare il Santissimo a qualsiasi ora lo possa fare.

Una cappella di adorazione perpetua è un faro di luce nella notte del mondo, è un luogo di irradiazione di grazie senza fine, è una fonte di benedizioni, non solo per coloro che adorano e per la parrocchia o comunità nella quale è presente la cappella, se non per tutta l' umanità.

L'esperienza raccolta in diverse parti del mondo mette in evidenza che sono innumerevoli le testimonianze di grazie ricevute.

In Messico, dove ho aperto cappelle di adorazione perpetua, quando visitavamo la gente della parrocchia per completare la nostra promozione dell' adorazione perpetua, parlai con una signora che per prima cosa al ricevermi mi disse che era divorziata con una figlia a carico, dentista, professoressa universitaria, con molto lavoro nel suo consultorio e che per tutto questo non riusciva neanche ad andare alla Messa domenicale per mancanza di tempo. Forse –mi dissi- mi sta già dando tutte le scuse per dirmi che le sarà impossibile impegnarsi per un' ora settimanale di adorazione. La mia sorpresa fu grande quando aggiunse: " Tuttavia quando avete suonato il campanello della mia casa, sentii che era il Signore che veniva ad invitarmi e non posso dirgli di no. Solo Lui conosce bene il sacrificio che mi comporta, però segnami per la domenica dalle ore 10 alle ore 11 della notte ". Più tardi, dopo un mese di partecipazione all' adorazione, mi inviò una lettera nella quale mi raccontava di essersi incontrata col miglior amico della sua vita. Ad una delle coordinatrici aveva confessato che non riusciva mai a fare un' ora sola di adorazione perché quando se ne rendeva conto già era trascorsa un' ora e mezza o più e che si sentiva come un' adolescente innamorata perché quando arrivava l' ora del suo appuntamento col Signore, la sua ora santa, il cuore le palpitava fortemente.

In un' altra occasione, sempre in Messico, quando stavo predicando in una parrocchia rurale, comparvero tre uomini che avevano fatto diversi chilometri perché uno di loro si voleva confessare. I tre, che erano amici, avevano lo stesso orario di adorazione, tutti i giovedì dalle 4 alle 5 della mattina, e chi veniva a confessarsi aveva iniziato perché i suoi due amici, che erano cattolici praticanti, lo avevano invitato a partecipare. Era solo un mese che aveva iniziato ad adorare, per la prima volta nella sua vita. Questo uomo non aveva mai partecipato alla Messa. Ora desiderava con tutto il suo cuore riconciliarsi con Dio dopo tutta una vita, quaranta anni, di allontanamento.

Questi sono i frutti dell' Adorazione Perpetua.

Altri frutti completamente inaspettati come quelli di un uomo, di professione camionista, che aveva accettato di sostituire momentaneamente, per due settimane, sua cognata che era dovuta partire. Lui, che non voleva parlare né di sacerdoti né di Chiesa, accettò solo per farle un favore. In seguito però, dopo queste due settimane, venne a segnarsi in un turno perché- disse - " non so, non riesco a spiegarlo, però lì, nella cappella, ho sentito una pace che mai prima avevo conosciuto ".

Nella città di Torino, Italia, come è mia abitudine dire sempre, raccomandai ai coordinatori di invitare tutto il mondo senza escludere nessuno. Una delle coordinatrici, contro il parere del marito, volle invitare una sua vicina protestante. Quale fu la risposta di questa signora? "Questo è ciò che desideravo!" Così si segnò ad un' ora settimanale per adorare il Santissimo. Mi hanno detto che è fedele alla sua ora santa.

Infinite sono le strade del Signore.


Il nostro carisma, come comunità, è precisamente questo:
aprire cappelle di adorazione perpetua nel mondo.



All' inizio in Spagna, grazie a Dio, ho potuto cooperare all' apertura di due cappelle di adorazione perpetua. La prima nella diocesi di Malaga, nella parrocchia del Purissimo Cuore di Maria in Cancelada e nella parrocchia dell' Incarnazione del Signore di Madrid (Hnos. Garcia Noblejas 49).

In tutti questi luoghi, con la nostra adorazione incessante, stiamo dando la più chiara testimonianza della nostra fede davanti alla presenza vera, reale, sostanziale di Gesù, uomo e Dio, nell' Eucaristia. Inoltre testimoniamo che in Lui poniamo la nostra priorità, il resto viene dopo. Così diceva la Beata Madre Teresa di Calcutta alla gente che le domandava: "Da dove trovano le sorelle (Missionarie della Carità) l'allegria e le forze per fare ciò che fanno?" – Lei rispondeva: "L'Eucaristia non presuppone solo il fatto di ricevere, ma anche il fatto di saziare la fame di Cristo. Nel 1973, quando iniziammo la nostra Ora Santa giornaliera –continua la Madre – la nostra comunità cominciò a crescere e a fiorire". Quando le chiesero quanti erano i loro conventi, la Madre rispose: "Abbiamo 584 tabernacoli".

Il Santo Padre, nella bolla Incarnationis Mysterium, ci dice che da 2000 anni la Chiesa è la culla nella quale Maria pone Gesù e lo consegna all' adorazione e alla contemplazione di tutti i popoli .

Oggi la situazione nel mondo và oltre una soluzione umana, richiede un intervento divino e verrà attraverso l' adorazione perpetua. Perché quando attraverso l'adorazione incessante, facendo in terra ciò che avviene in cielo, proclamiamo che Cristo è il Re, Lui reclama il suo Regno e la pace verrà su tutta la terra perché "Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21, 5).



DALLA CINA


In questi giorni ho conosciuto una religiosa cinese. Quando mi disse che proveniva dalla Cina pensai che venisse da Taiwan. No, veniva dalla Cina continentale, dall'interno. Mi raccontò piena di gioia che nel suo paese hanno un parroco santo (e sorridendo mi diceva: "Come il Santo Curato d'Ars"), che trascorre molto tempo in adorazione, così offre un grande esempio a tutti. Incredibilmente loro hanno l'Adorazione Perpetua.
Poiché il suo villaggio è molto esteso, il parroco l'ha diviso seguendo i punti cardinali, e in ognuno ha posto una casa come luogo di adorazione permanente. La Suora diceva, con grande orgoglio e gioia, che una di queste case era quella dei suoi genitori. Tutti adorano almeno un'ora la settimana. Suo padre, continuava a raccontarmi, lo fa di notte, dall' una alle due. Suo zio continua dalle due alle tre. Sua madre durante il giorno. E aggiungeva: "E' dall'Adorazione Perpetua che prendiamo la forza e abbiamo la fortezza e la pace per far fronte alla persecuzione (ricordo che la persecuzione è molto dura, che molti vescovi, sacerdoti e fedeli sono incarcerati, scomparsi e morti). E' dall'adorazione che escono i nuovi missionari, giovani che ricevono istruzione per portare il Vangelo in altri luoghi. E' dall'adorazione che nascono le vocazioni per la vita consacrata."
 

martedì 7 febbraio 2012

Non c’è evangelizzazione senza adorazione

di Andrea Zambrano (La Bussola Quotidiana) 
21-06-2011
L’evento straordinario è anche solo il fatto che se ne parli. Costretta per anni ad essere relegata ai margini e, come spiegherà in questa intervista Padre Justo Lo Feudo “secondo una errata ermeneutica del Concilio”, l’adorazione eucaristica sta tornando ad essere uno dei centri della vita cristiana. Vorrà pur dir qualcosa il fatto che solo in Italia negli ultimi 10 anni sono sorte oltre 50 cappelle di adorazione perpetua e oltre 3.000 in tutto il mondo. Solo 1.200 negli Stati Uniti, che dell’adorazione perpetua sono un vero e proprio propulsore. 
Di questo e della straordinaria messe di grazie, conversioni e risvegli della fede che la presenza davanti al Santissimo Sacramento sta generando nel mondo cattolico, si è iniziato a parlare ieri al Salesianum di Roma in un convegno con esperti e ben sette cardinali e che troverà il suo momento clou nella messa celebrata da Papa Benedetto XVI e nella successiva processione del Corpus Domini di giovedì.
Padre Justo Lo Feudo, nato a Buenos Aires nel 1941 è tra i missionari della Santissima Eucarestia, associazione privata clericale di diritto diocesano, che ha per carisma la promozione, l’organizzazione e la creazione in tutto il mondo dell’adorazione perpetua nelle parrocchie e nelle diocesi. Associazione costituita da Mons. Dominique Rey, Vescovo di Fréjus-Toulon il 17 luglio 2007 a Paray-le-Monial e che ha organizzato il convegno confidando nel fatto che la nuova evangelizzazione parte dall’adorazione. 
Padre Lo Feudo, che cosa si sta risvegliando?Quello di cui parla il Papa quando si riferisce ad una primavera eucaristica, che sta risvegliando lo stupore davanti all’Eucarestia.
Primavera? Vuole dire che prima c’era un inverno?Purtroppo per ragioni falsamente pastorali e per una falsa ermeneutica, l’Eucarestia si è banalizzata e si è perso questo stupore.
Perché?Le cause sono molteplici, a cominciare dal fatto che una certa liturgia ha favorito l’indebolimento di questa pratica. A ciò si aggiunga la creatività che va contro il sacro. Invece l’Eucarestia ci rimanda al sacrificio e a un banchetto che non è solo un convivio tra uguali, ma è sacro. Ecco, l’Adorazione Eucaristica ci fa ritornare all’essenziale e prolungare questo mistero che si celebra nella messa. 
Quali tappe hanno portato a questa primavera? Verrebbe da pensare all’adorazione di Benedetto XVI nella piana di Marienfeld a Colonia nel 2005.A livello mediatico sì, ma appena prima c’erano stati l’enciclica di Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia e l’anno eucaristico. Nel 2004 abbiamo aperto tantissimi centri di adorazione perpetua. In generale, sono tanti ormai i documenti del Magistero che raccomandano che ogni centro urbano più o meno importante abbia almeno una cappella dell’adorazione perpetua.
Giorno e notte? Qual è il target di fedeli?E’ difficile dare una risposta organica, perché le storie sono diverse in ogni luogo. Però possiamo dire che sono tante le persone che, cominciando un cammino di conversione, si sono sentite attratte da questa presenza. A volte invece si trova maggiore resistenza presso fedeli che sono da sempre in chiesa e altre ancora succede che qualche sacerdote la rifiuti per una falsa ermeneutica secondo la quale l’Eucarestia non ci è data per essere adorata. 
Fino a questo punto?Eppure il Papa ci ricorda spesso, citando Sant’Agostino, che nessuno mangia di questa carne senza adorarla. 
Che cosa dà di più l’Adorazione rispetto alla Comunione?Non è un di più, ma è un prolungare, un approfondire il momento dell’incontro. Prendiamo ad esempio il momento della messa dopo la comunione. Giovanni Paolo II faceva dieci minuti di ringraziamento, invece spesso - anche se di questo mi accorgo soprattutto all’estero - la gente sopporta non più di tre minuti, dopo di che comincia ad agitarsi, a tossire, a muoversi.
Viviamo nella società dell’immagine. Come fate a spiegare che l’Eucarestia non è solo un simulacro?Senza la Grazia di Dio è impossibile, eppure ho visto persone lontanissime da Dio che si dicevano atee o agnostiche e che ora sono adoratori. Chi ha fatto questo? Il Signore, mi rispondo. 
E il farlo in un mondo frenetico? Continuamente alla ricerca di un luogo in cui distrarsi, evadere? Non vi sembra una sfida immensa?Bisogna entrare nell’ottica che anche il tempo vada evangelizzato. Non ci si ferma davanti a un’immagine, ma ci si ferma davanti ad una Presenza. In fondo si tratta per ognuno di noi di trovare un’ora alla settimana da dedicare a Gesù.
Nelle adorazioni il rischio non è forse quello di pretendere di fare? Parlare, leggere o fare altro?Spesso cadiamo nella trappola del fare, ma la nostra presenza non è passiva: è aperta alla Grazia. D’altra parte, così come non possiamo rimanere sotto il sole senza essere toccati dai raggi, non possiamo rimanere davanti al Signore, pur con tutta l’opacità della nostra fede, senza che le Grazie ci arrivino.
Qualche esempio?Ricordo una ragazza: aveva avuto problemi con il satanismo. Ne era uscita, ma restava molto rancorosa. Un mio confratello le disse: “La so io la medicina per te. Va tutti i giorni in adorazione almeno un’ora”. Ebbene…
Ebbene?L’ho rivista dopo tre mesi: un agnellino! Si ricordi: l’adorazione perpetua è il più potente esorcismo che una città possa avere. 
Come si organizzano le comunità per questa presenza?In genere si parte dai 400 ai 700 iscritti, con turni di un’ora alla settimana per ciascun adoratore. A volte si riesce anche ad arrivare a diecimila. Il passaparola è formidabile.
Come nasce storicamente l’adorazione?San Pietro Giuliano Eymard è uno dei santi di riferimento, ma quello dell’adorazione è un bisogno che nasce molto presto nella Chiesa, con la presenza della riserva per i malati. Se lui è presente, allora si può adorare, perché è un bisogno insito nel cuore dell’uomo.
Parliamo di numeri in Italia.Ci sono già 50 cappelle dell’adorazione perpetua, ma c’è ancora molto da fare. Ad esempio nelle Marche ci sono 4 centri, tra cui Senigallia, Urbino, Ascoli, ma sono in previsione altre due a Jesi e Fano.
Che bisogno c’è di adorare giorno e notte?E’ una domanda cruciale, ma la risposta è altrettanto decisiva. Si adora Gesù Cristo, Colui che non cessa mai di essere Dio e di amarci di un amore eterno, è un unirsi alla liturgia celestiale dove il Padre e il Figlio sono adorati senza sosta.
Qual è lo scoglio più difficile? Trovare adoratori per la notte?Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, no. Certo, di notte ci sono meno adoratori, ma la gente è più fedele e più responsabile. 
Come si concilia l’adorazione con la devozione a Maria?Io sono consacrato alla Madonna, in tutto il mio sacerdozio vedo la sua mano e chiediamo sempre di consacrare le cappelle alla Madonna, che è la prima adoratrice. 
Che cosa immagina che vi dirà il Papa in occasione del convegno in corso?Che ci incoraggi, lui stesso disse che l’adorazione non è un lusso ma una priorità. 
Com’è la situazione nel mondo?Ci sono ormai 3.000 cappelle di adorazione perpetua nel mondo. Quasi la metà sono negli Stati Uniti. Si pensi che nel solo Texas, nella zona di Huston, ci sono tante cappelle quante in Italia. Merito di un sacerdote che ha avuto una grande chiamata. Ricordiamo però che le adorazioni perpetue sono portate avanti da laici. 
E nei Paesi dove i cristiani sono perseguitati o lo sono stati in un recente passato?Avvengono cose strabilianti. A Mosca ad esempio, ma anche a Timisoara in Romania. L’iniziativa era partita dai greco cattolici, ma non c’erano adoratori a sufficienza per coprire l’intera settimana, allora si sono rivolti ai cattolici di rito romano e dato che non si raggiungeva ancora il numero per partire, siamo andati dal metropolita ortodosso, che ci ha benedetto e ci ha permesso di andare a predicare durante una divina liturgia. Abbiamo raggiunto il quorum e l’adorazione perpetua va avanti da cinque anni. Questo è l’ecumenismo, tenga presente che gli ortodossi non hanno l’adorazione. 
Com’è la situazione in Europa?In Francia ci sono circa 50 cappelle come in Italia, ma la situazione è molto vivace anche in Spagna dove il 30 giugno partirà l’adorazione perpetua a Saragozza. Ne è stata aperta una a Ginevra, nella patria di Calvino, al momento è molto duro introdurla in Germania o in paesi come l’Olanda, mentre in Austria c’è qualche presenza, così come in Inghilterra o in Irlanda.
E nei Paesi non cristiani di tradizione?In Siria ad esempio, ma la storia dell’Iraq ha dell’incredibile. Quando gli inglesi hanno lasciato Bassora, sono nate due cappelle, una a Mossul e una a Bassora. Alla partenza delle truppe britanniche di notte c’era il coprifuoco, così i fedeli trasferivano il Santissimo Sacramento in un’abitazione privata dove l’adorazione andava avanti tutta notte. Al mattino, si rientrava in chiesa. Lo vede? Questa è fede.

I FRUTTI DELL'ADORAZIONE PERPETUA



ABBONDANTI FRUTTI RIPAGANO
IL PASTORE che

accoglie  l'ADORAZIONE PERPETUA nella sua chiesa

Iniziamo ad analizzare i timori che sovvengono
nella mente del Pastore di una comunità,
a cui viene proposto di iniziare l'esperienza
dell'adorazione eucaristica perpetua.

Egli è abituato a portare il peso di chi difficilmente si
lascia coinvolgere in iniziative,

nascono subito in lui  molti interrogativi:

sarà problematico...

portare avanti la
struttura, assicurare le aperture notturne e
diurne...
 se manca qualcuno cosa succede...
come combinare l’adorazione con la vita
pastorale della Parrocchia...

 se i laici si stancano... e mille altri dubbi e incertezze.

 In realtà la struttura è organizzata in modo tale,
che il peso portato da ognuno è minimo ed
 è condiviso  soprattutto  dai laici,

il parroco deve solo
incoraggiare il culto all’Eucaristia, fidandosi
di Dio e stupendosi nel constatare le meraviglie
che egli opererà nei suoi parrocchiani,

della crescita che avverrà in loro e degli immensi
frutti che ne nasceranno, per il proprio
ministero sacerdotale e per il popolo di Dio
assetato di spiritualità.
QUALI FRUTTI PORTA L’ADORAZIONE EUCARISTICA PERPETUA...

E’ fondamentale comprendere che i frutti
che una cappella di Adorazione Eucaristica
Perpetua porta, ripagano ampiamente la fatica e
l’impegno profusi nell’istaurarla e nel
mantenerla in essere.

1. La presenza di centinaia di persone che
partecipano attivamente alla vita della
Parrocchia, chi prega infatti scopre la
bellezza e la ricchezza dell’incontro con
Dio e certamente desidera di poterlo
conoscere sempre più e matura il desiderio
di una vita più seria e fedele al Battesimo.

2. Una preghiera incessante che sale a
Dio di giorno e di notte per il bene di tutta
l’umanità. I frutti di questa preghiera non
solo si riversano su ciascuno dei
partecipanti, ma anche sulle loro famiglie,
conoscenti, comunità di appartenenza e su
tutta l’umanità, affinché si risanino i
conflitti e le aggressioni del male siano
arginate e nasca una nuova primavera
dello Spirito.

3. Un’oasi di preghiera per persone di
qualunque razza, ceto, età, vicine o lontane
dalla fede. In una silenziosa cappella di
Adorazione Eucaristica Perpetua, di fronte
al Signore della vita, è stupefacente vedere
quante persone anonime passano e
trascorrono del tempo considerevole
immerse nel loro mondo interiore. Persone
giunte anche da luoghi distanti, invitate da
amici, oppure giunte “per caso”, attratte da
una forza invisibile ed irresistibile…

4. Un servizio di ascolto, e guida spirituale
e ore di confessioni, con tante conversioni.
E’ impressionante accorgersi di come un
luogo del genere diventi un polo di
attrazione anche per chi è lontanissimo dalla
fede, poi un giorno nasce il desiderio di
riaccostarsi a Dio tramite il ministero della
Chiesa… la Confessione, la celebrazione dei
sacramenti… un risveglio del senso di
appartenenza al corpo di Cristo…
incontrando una comunità accogliente ed un
sacerdote disponibile ad ascoltare.

5. Un centro di ascolto e orientamento
vocazionale, dal confronto con Dio ed
ascolto silenzioso con lui, nasce e si sviluppa
nel cuore dell’orante, la chiamata a seguire il
creatore, obbedendo al suo progetto d’amore
e attuando la propria personale chiamata alla
vita di coppia o alla consacrazione…

6. Un centro di ascolto per chi è smarrito e
solo. Oggi nell’era della grande
comunicazione e dell’abbondanza dei mezzi
di comunicazione non si comunica più, non
c’è spazio per le relazioni umane
interpersonali… quanta solitudine, quanto
vuoto quanta disperazione. Intorno alla
cappella di Adorazione Eucaristica Perpetua
si sviluppa spesso la possibilità di dare
ascolto a chi lo cerca, magari come effetto
dell’incontro con il Dio presente
nell’Eucaristia.

7. La presenza di movimenti ecclesiali, che
secondo il loro carisma si esprimono in
momenti di preghiera. Tutti scoprono l’unità
intorno a Cristo Eucaristia. Tutti sono “uno”
in quell’unico Pane e si superano così in
modo spontaneo tutte le divisioni.

8. Dalla preghiera incessante nasce una
comunità che si rigenera perché chi incontra
Dio sente naturale il desiderio di parlare di
Lui (evangelizzare), inoltre nella preghiera ci
si rafforza nel proprio rapporto con Dio.

9. La cappella di adorazione offre una sosta
nel cammino frenetico della vita, per poter
riscoprire se stessi nell’incontro con Dio, per
riacquistare pace interiore, per placare il mare
tempestoso dei propri sentimenti e ritrovare il
retto cammino.

10. Un luogo per sperimentare l’amore
Salvifico, che si manifesta nell’ascolto di Dio
presente nell’Eucaristia. La certezza di essere
amati è la consolante necessità di ognuno,
nell’adorazione si sperimenta questa realtà,
che giorno dopo giorno diventa come una
certezza.
"Ora, vedrete in Babilonia idoli d'argento, d'oro e di legno, portati a spalla, i quali
infondono timore ai pagani. State attenti dunque a non imitare gli stranieri; il timore dei loro dèi non si impadronisca di voi. Alla vista di una moltitudine che prostrandosi davanti e dietro a loro li adora, pensate:
                                    «Te dobbiamo adorare, Signore».


Poiché il mio angelo è con voi, egli si prenderà cura di voi. "
Baruc (6, 3-6)

mercoledì 1 febbraio 2012

ADORAZIONE PERPETUA: FONTE DI GRAZIA E FECONDITA' PASTORALE PER LA CHIESA


Dopo pochissimi giorni dalla inaugurazione della Adorazione perpetua a La Spezia, il Vescovo Francesco Moraglia lascia la sede vescovile di La Spezia Sarzana Brugnato per assumere l'incarico di Patriarca di Venezia.
 Giunga, anche da parte nostra, un grazie di cuore  e una preghiera a S.E. Rev.ma Francesco Moraglia per ciò che ha fatto nei 4 anni a La Spezia e per il suo nuovo e impegnativo incarico apostolico.

Riportiamo  una parte del suo messaggio alla Diocesi :


FRANCESCO MORAGLIA
Amministratore Apostolico
della Spezia-Sarzana-Brugnato
SALUTO ALLA DIOCESI DELLA SPEZIA-SARZANA-BRUGNATO
Eccellenza,
Confratelli Sacerdoti,Diaconi,
Consacrati, Consacrate,Fedeli Laici,

Carissimi, desidero parteciparvi una notizia a me nota soltanto dalla giornata di
martedì 24 gennaio, alle ore 12,30.
Quattro anni fa, nella celebrazione eucaristica con cui iniziavo il ministero come vostro Vescovo, ponendo tutto il mio servizio nelle mani del Signore, tra le altre cose vi dicevo: «non sappiamo per quanto tempo il Signore ci darà la grazia di camminare insieme». Questo tempo, ora - dopo la decisione del Santo Padre di nominarmi Patriarca di Venezia -, è noto; sono stati poco meno di quattro anni, un periodo piuttosto breve ma per me bello, indimenticabile.

Considero questi anni, in cui sono stato il vostro Vescovo, una vera benedizione del
Signore, un tempo in cui sempre vi ho sentiti vicini; gli anni alla Spezia hanno coinciso conl’inizio del mio ministero episcopale, i miei primi passi di Vescovo sono avvenuti qui;
anche per questo rimarrete indelebilmente nel mio cuore.
Il nostro impegno comune - del pastore e dei fedeli - è stato guardare al Signore
Gesù, il Risorto; abbiamo cercato, attraverso la Sua grazia, nonostante i nostri limiti, di
seguirlo fedelmente con tanto entusiasmo.

Ricordo, in modo particolare, i pellegrinaggi mariani del primo sabato del mese,

la bella e promettente realtà del Seminario diocesano e, ultima,

in ordine di tempo, l’adorazione perpetua diocesana, giorno e notte, per tutto

l’anno; sono convinto che l’adorazione incessante, sarà fonte inesauribile

di grazia e fecondità pastorale per la nostra Chiesa.(..)


FRANCESCO MORAGLIA          LEGGI TUTTO....