sabato 20 luglio 2013










Un tebernacolo sempre aperto alla periferia
 di Roma

(Avvenire, 4 giugno 2013)


La storia

La parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret da
due anni vive l’esperienza dell’adorazione perpetua.
 “Vicini a chi è nel bisogno”.

DA ROMA GIULIA ROCCHI

C’èsempre qualcuno in ginocchio, in preghiera, in
silenzio, nella parrocchia Santa Giovanna Antida
Thouret. Giorno e notte, senza distinzioni. Nella
cappella alla destra dell’altare, infatti, il Santissi-
mo Sacramento è esposto ventiquattro ore su
ventiquattro, da più di due anni, per l’adorazione
eucaristica perpetua.

L’iniziativa è partita ufficialmente il 27 febbraio
2011, con la Messa e la benedizione del vescovo
ausiliare Paolo Schiavon”, racconta don Massimi-
liano Nazio, parroco del quartiere della comunità
di Fonte Meravigliosa. Novemila anime, che abita-
no nella zona alla periferia sud di Roma. “Ma in
realtà – riprende il sacerdote – già dall’ottobre del
 2010 avevamo cominciato con un’adorazione
eucaristica prolungata, se così possiamo dire, con
 l’ostensorio esposto sia la mattina che il pomerig-
gio, circa dieci ore al giorno durante i feriali”.

A dicembre dello stesso anno, poi, la parrocchia ha
 lanciato una vera e propria missione per l’adorazio-
ne perpetua: “Servivano molti volontari, perché
deve esserci sempre qualcuno che ‘vigili’, in qualche
 maniera, sul Santissimo”. In tantissimi hanno
risposto all’appello lanciato dal parroco: all’inizio si
 sono fatti avanti in duecento, offrendosi disponibili
per turni settimanali in modo da coprire le ventiquat-
tro ore.

Adesso, addirittura, sono più di trecento le persone
coinvolte, arrivate anche da parrocchie vicine. “Duran-
te la notte le porte della chiesa sono chiuse – ricorda
don Massimiliano – ma basta citofonare perché venga
aperto”. La preghiera continua sta portando molti frutti.
 “Questa iniziativa ha avvicinato alla comunità tante
persone che hanno una spiritualità più solitaria, di silen-
zio –sottolinea don Nazio -. Quelle che, per indole o
altri motivi, preferiscono non entrare a far parte dei
gruppi o dei movimenti che sono presenti nella nostra
 comunità parrocchiale”.

E poi ci sono i tanti che vivono situazioni di difficoltà,
di disagio economico, di crisi familiare, di abbandono.
“Vengono a pregare soprattutto durante la notte
– spiega ancora il parroco – perché è proprio nelle ore
notturne che la solitudine si fa sentire di più. Quando
scende la sera è come se i problemi si acuissero e poter
 stare con Gesù è una grande consolazione. A volte
penso a questa iniziativa come a una sorta di pronto
soccorso, sempre aperto per chi ha bisogno”.

La vera adorazione è quella davanti al tabernacolo, ma
 è possibile pregare anche on line grazie al sito
 
 
pensato per chi, a causa di una malattia
o magari per l’età avanzata, non
 ha facilità a recarsi nella cappella. “L’adorazione mi ha
 cambiato la vita – dice Alessandro, volontario che si
occupa del portale-. All’inizio lì, davanti al Santissimo,
 recitavo il Rosario. Adesso resto in silenzio assoluto,
in ascolto del Signore”:Alessandro gestisce anche i
turni dei volontari: “Talvolta è difficile coprire il periodo
 estivo, con tanti che vanno in ferie; ma ce l’abbiamo
fatta per due anni, e ci stiamo riuscendo anche stavolta.

Anche Anna è nel “gruppo degli adoratori”, come sono
 chiamati quanti prestano questo servizio in parrocchia:
 “La cappella dell’adorazione perpetua offre a tutti un
luogo dove fermarsi per stare con Dio, dimentichi della
 vita frenetica di tutti i giorni. Uno spazio per riflettere,
 per meditare, per pregare Colui che ci dona la vera
pace e la vera gioia”.

Sono sempre disponibili per il turno notturno i coniugi
Mario e Silvia:“Facciamo parte dell’Opus Dei – raccontano -
, fare gli adoratori durante la notte è davvero un’espe-
rienza particolare”.All’inizio “pensavo che saremmo stati
noi soli, e nessuno avrebbe mai suonato il citofono
– ammette Silvia – invece in tanti chiedono di entrare.
Essere lì davanti a Gesù è anche un modo per pregare
per quanti, proprio in quelle ore, stanno commettendo
 errori, reati: per chi è solo in ospedale, o in casa; per l
a varia umanità che ci sta intorno”.

Santa Giovanna Antida Thouret è tra le poche parrocchie
 a proporre l’adorazione eucaristica perpetua. “La nostra
 speranza –conclude don Massimiliano – è che questa
esperienza si diffonda. La nostra cappella è come un
polmone che dona continuamente ossigeno spirituale a
 molti che hanno bisogno delle nostre preghiere. Sapere
 che c’è sempre qualcuno che sta pregando è bellissimo”.